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ROCKERILLA n.304 dicembre 2005

Gli anni '90, intesi come periodo di definizione e mutamento per il rock alternativo internazionale, hanno lasciato un segno profondo anche su di me che oggi ho poco più di vent'anni; e a quanto pare non sono il solo. Lemeleagre quel sound sporco l'hanno assorbito fin nel midollo, e ce lo fanno capire con echi di Nirvana, Mudhoney, ma anche Marlene Kuntz, nel loro nìveo esordio. Il tutto è inserito in una cornice molto meno slabbrata - siamo pur sempre nel 2005 - ritmiche più tirate e vicine al punk rock tout court - siamo pur sempre in casa Ammonia - con un risultato tutt'altro che scontato, visto che il trio di Rimini possiede una spiccata personalità artistica. Teneteli a mente, sopratutto se i Verdena vi erano piaciuti. 4/5.

(Antonio Bergero)

 

IL MUCCHIO SELVAGGIO novembre 2005

 

Spesso e volentieri, il disco d'esordio rappresenta non soltanto un punto di partenza, ma anche il compimento di una lunga gavetta. Non fa eccezione l'omonimo debutto dei riminesi Lemeleagre, che arriva a otto anni dalla nascita della band; nel mezzo, la partecipazione (e vittoria) a numerosi concorsi a livello nazionale, la realizzazione di svariati demo e un ep ("La Grazia Dei Felini", 2000) e la presenza nel cast del Tora!Tora!. Tutto questo per dire che ci troviamo di fronte a un gruppo esperto, che sa quel che vuole e sa come ottenerlo. Rispetto al passato, le sonorità si sono inspessite, le chitarre si sono ingrossate e i cambiamenti di organico hanno portato alla rinuncia alla voce femminile; ciò nonostante i punti saldi del suono della band sono rimasti pressochè intatti, a partire dal gusto per le melodie che quasi sempre riescono a emergere da sotto l'imponente muro di distorsioni che caratterizza la maggior parte dei brani in scaletta. Dagli Smashing Pumpkins al punk, dal grunge al power pop degli Ash, sono tanti gli ingredienti a disposizione del trio composto da Silvio Pasqualini (voce e chitarra), Alan Fantini (basso) e Barbara Suzzi (batteria), che dimostra di saperli dosare in maniera soddisfacente, anche se troppo spesso finisce per cadere nello schema "strofa (più) pulita / ritornello (più) distorto", riproposto con tutte le variazioni del caso ma, alla lunga, un pò prevedibile. Il che non inficia comunque l'impeto e l'energia del CD.

 

Aurelio Pasini

 

         
 

ROCKSOUND n. 89 ottobre 2005

Dopo vari demo e concorsi per band emergenti, approdano finalmente su disco i romagnoli Lemeleagre, autori di un rock elettrico dove pop e punk vanno ad infilarsi a meraviglia creando motivetti freschi e coinvolgenti. Non mancano infine testi efficaci e spesso ironici, con ritornelli di facile presa. "Il Tema Da Svolgere" è un singolo che potrebbe andare benissimo, proprio come funzionarono anni fa alcune canzoni dei Prozac+, tanto per fare qualche esempio; "Fermi In Auto a Torino" corre via veloce con il suo tiro punk rock, mentre "Lei Non Sa" rallenta un po' il ritmo senza per questo scendere di qualità. Altri brani degni di nota sono "Alta Fedeltà", "Marge", "Sangue Dal Naso" e "Olimpia". Rispetto ai precedenti demo, la band è riuscita a dare una maggiore personalità alle sue composizioni, merito anche di una produzione azzeccata e capace. In altri tempi sarebbero finiti nel giro delle major, oggi è probabilmente meglio per loro rimanere indipendenti. Bravissimi in ogni caso.

Daniel C. Marcoccia

 

RUMORE n. 166 novembre 2005

 

Chi sono Lemeleagre? Semplice: tre romagnoli poco più che ventenni, a giudicare dalle foto, che sanno ciò che vogliono e come ottenerlo. Un primo disco prodotto da una indie, dopo un paio di esperienze di autoproduzione, che fa ben sperare per il futuro rockettaro dei Nostri. Una voce dosata che scuote il pensiero, una chitarra che sa accarezzare e ferire, una batteria secca che spacca e inventa, un basso che le rotola insieme e lascia il segno. Testi irriverenti, caustici e scazzati ma sempre intelligenti. Nel suono si ritrovano echi di Nirvana e Soundgarden, ma pure dei Sonic Youth di Dirty. Un frutto acerbo, che una volta maturo riserverà delle gran belle sorprese. Nulla da dire se non: "se ne consiglia l'ascolto".

Barbara Santi

 

 
 
     
 

RUMORE n. 129 ottobre 2002

Un giretto tra i fuochi fatui e chi ti vado ad incontrare? Ma il Kid naturalmente! Che, fetore e vermi a parte, rimane un tipo in gamba, come dimostra la qualità del demo che mi ha passato –argh!- in mano. Una ventata di fresco guitar-pop metà anni ’90, adeguatamente introdotto dalla bici scassata in copertina, vera quintessenza di sfiga indie. Energici riff di chitarra e stacchi di batteria che contrastano con la levità di un cantato onirico e testi tendenti al surreale, senza la minima spocchiosità da “uomini vissuti” né la voglia di salire su un podio a strillare messaggi inutili. Pura e semplice emotività equamente distribuita tra voce maschile e femminile (ma pure la sezione ritmica rispetta una rigorosa parità dei sessi), con in mente Pixies e Ash dei tempi belli. Non ci credete? Regalate uno studio di registrazione adeguato a L’inganno e poi ditemi se non diventa un’altra Girl from Mars. Per non parlare della delicata ballad che risponde al nome di –ehm- Rumore o della geniale filastrocca all’inizio di Le streghe che ammicca al non dimenticato Halloween di Carpenter, ulteriori prove che per Lemeleagre ritagliarsi lo spazio meritato (specie dopo aver sentito gli ultimi debutti nostrani su major) non dovrebbe essere difficile.

Emanuele Sacchi

 

METAL SHOCK n. 354 marzo 2002

Sono davvero una bella realtà questi quattro scatenati ragazzi (a dire il vero due di loro sono delle belle, oltre che brave, ragazze) che compongono questa Punk Rock band di cui ho avuto il piacere non solo di gustarne il demo che mi accingo a recensire, ma anche di apprezzarne le doti e la potenza dal vivo. Devo dire che, al primo impatto, la cosa che lascia più stupiti è senza dubbio il violento drumming espresso dalla batterista Barbara Suzzi, che, a dispetto delle apparenze, riesce a scatenare una grinta e un suono tanto aggressivo che mi ha fatto tornare in mente il grande John Bohnam, soprattutto per l’uso pesante di cassa e piatti. Molto interessanti sono gli spunti più sperimentali, allestiti dal chitarrista, e cantante, Silvio Pasqualini, egregiamente supportato dalla partner Aurora Ricci, con la quale condivide le parti cantate. In assoluto il mio brano preferito è “L’Inganno”, dove a momenti di violenza trascinante si sposano parti più riflessive, riuscendo nel cantato a non essere troppo prevedibile. Proprio nell’ambito della “prevedibilità” un brano che non mi ha troppo entusiasmato è “Illogica”: non perché sia brutto, ma perché rispecchia troppo i canoni standard che lo rendono, appunto, troppo prevedibile. Molto bello e dal sapore hendrixiano (vedi “Angel”, specie la versione di “South Saturn Delta”) è invece “le Clochard”. Insomma davvero una grande band che è già molto di più che una promessa.

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PALERMOINMUSICA.IT

Quanto dista Seattle dall’Italia? Sicuramente parecchi “anni-luce”, ma questo non vuol dire che l’eredità punk di Cobain (e prima di lui, Mudhoney e Pixies) sia rimasta inutilizzata. Tra coloro che hanno amato le rasoiate sonore dei Nirvana, ci sono Lemeleagre da Rimini, che con passione ed energia hanno animato le due serate all’Agricantus di lunedì 28 e martedì 29 gennaio. La formazione, comprendente due ragazzi e due ragazze, si sa muovere sul palco, con il cantante e chitarrista Silvio Pasqualini bene in evidenza, che maltratta la chitarra con suoni ed effetti lancinanti, quando non usa l’asta del microfono come un enorme slide. Il resto del gruppo si comporta bene, segue la traccia delle canzoni con grande vivacità, senza virtuosismi fini a sé stessi. Il repertorio della band, dicevamo, sa di giunge dalla prima all’ultima nota, e si sente l’influenza di Kurt Cobain e soci, anche se, a differenza del complesso di Seattle, ci sono meno angosce nei testi, e alle musiche manca l’assalto hard-rock di un “In Utero”. Se a tutto questo, aggiungete un amore non celato per la melodia e il pop dei Beatles, vi farete un idea delle loro canzoni. Ad ogni modo, bisogna dire che Lemeleagre stanno trovando la propria strada, e questo lo si nota in buoni brani come “Emil”, “Le Clochard” e “Illogica”, che traggono la loro forza dalla semplicità che le contraddistingue. I ragazzi possono ancora crescere musicalmente, e probabilmente amplieranno lo spettro della loro musica, ancora piuttosto omogenea nei suoni e negli arrangiamenti.

 

ROCKSOUND n. 41 settembre 2001

Il pop che suonano è aggressivo e chitarroso e non perde di vista la melodia. I punti di riferimento possono essere Smashing Pumpkins o Ash, senza dimenticare alcuni esempi italiani con Afterhours su tutti. Elementi elaborati e approfonditi con una buona dose di creatività e perizia tecnica.


RUMORE n. 112 maggio 2001

Volano alto LEMELEAGRE che in formazione mista, 2 f e 2m, sparano nel loro demo a lunga durata 10 song pop noise cantate in italiano veramente piacevoli. Complimenti. E anche qui cari amici, dovete cacciare…

Zombie Kid

 
 
     
 

IL MUCCHIO SELVAGGIO n. 453 settembre 2001

Torniamo ad occuparci su queste pagine de Lemeleagre, quartetto riminese tra i più attivi in questi caldi mesi d’estate, che qualcuno ricorderà anche all’ultimo Arezzo Wave in rappresentanza dell’Emilia-Romagna. Dopo il loro EP “La Grazia Dei Felini” questa volta tocca a un CD contenente otto brani, due dei quali presentati anche in versione inglese. Rispetto al passato la band sembra decisamente più focalizzata e convinta, con una miscela di pop e punk che riesce finalmente a far convivere qualità, energia e ammiccamenti commerciali. Buono il livello di tutti i pezzi, con menzione particolare per l’iniziale “L’Inganno”, la ballata “Le Clochard” e le adrenaliniche “Emil” e “In Un Soffio”, e vincente l’idea di alternare voce maschile – paradossalmente, delle due quella che di più si avvicina allo stile canoro di Carmen Consoli – e femminile. Forse da rivedere, invece, qualche testo, che pecca un po’ di ermetismo.

 

IL MUCCHIO SELVAGGIO n.417 novembre 2000

Nuovo CD-EP per i riminesi Lemeleagre, vincitori del premio “Corriere Romagna” al MEI dell’anno scorso. I cinque brani ci mostrano una band dedita ad un gradevole pop-rock chitarristico in cui gli estremi sembrano essere banditi in favore di soluzioni più commerciali. Gli arrangiamenti sono curati, seppure un po’ troppo patinati, e le parti vocali sono decisamente orecchiabili. I brani migliori del lotto sono l’iniziale “Dentro E Fuori Te” e la tribale “Ossessione”, giocata sul contrasto tra la voce delicata di Romina e le asprezze delle chitarre. In sintesi, un prodotto ben fatto, ma che non riesce a convincere appieno a causa di una produzione decisamente leggerina. Il consiglio per il futuro, quindi, è quello di mettere in risalto quelle asperità che, seppure presenti nel DNA del gruppo, sono qui in secondo piano.

Aurelio Pasini

 

 
     
  ROCKSOUND n.26 giugno 2000

Formazione composta da due boy e da due anime femminili, LEMELEAGRE si propongono di entrare a far parte della scena pop/rock italiana. Il loro sound è melodico ed aggressivo mentre un gruppo di riferimento potrebbero essere gli Scisma. I tre brani, che compongono il mini CD “In Un Soffio”, riflettono una maturità compositiva e tecnica non indifferente e miscelano originalità, melodia ed energia in maniera convincente.

Panna
 

IL MUCCHIO SELVAGGIO n. 391 aprile 2000

Dai dintorni di Rimini arrivano Lemeleagre, quartetto giovane ed equamente ripartito tra maschietti (chitarra e basso) e femminucce (voce e batteria). A prima vista siamo di fronte al noto (e per alcuni deteriore) canovaccio power-pop-con-cantato-lolitico ben noto dall’asse Soon-Prozac+ scendendo giù giù fino ai Naftalina, ma un ascolto più attento dei tre brani presentati (“In Un Soffio”, “La Bocca”, “Labirinto”) rivela un approccio fortunatamente più ruvido ed istintivo nel trattamento di riff serrati, sapienti intrecci vocali e una certa ricerca armonica. Pop nell’accezione positiva del termine, insomma, tra Verdena e i (P)ITCH più acidi. Mele ancora acerbe, ma agre in maniera incoraggiante.

Daniele Contardo

 

 
 
     
 

TUTTO n. 12 dicembre 1999

Lemeleagre, ovvero la fusione di due band: PsychoCandies e Priscilla Zoe. Pop rock italiano energico e melodico al punto giusto. E’ questo l’orizzonte musicale del quartetto riminese. Potente e radiofonica quanto basta l’iniziale In Un Soffio, valorizzata anche da un ottima registrazione. Frutto di una buona capacità compositiva anche La Bocca, un bel pezzo giocato su un giro di chitarra che fa centro al primo ascolto. Introdotta da una batteria martellante è invece Labirinto, che dal punto di vista dello stile non si discosta molto dalle precedenti. Nel curriculum del gruppo anche una data di supporto a Bandabardò e Modena City Ramblers.

Gianni Poglio

 

RUMORE n. 95 dicembre 1999

Hanno un tocco alla Scisma ma sono più ruspanti Lemeleagre che nonostante la semplicità delle loro canzoni ringraziamo iddio che esistono. Se si spremono duramente senza risparmio potrebbero rivelarsi (nel giro di un anno) maturi per un grosso pubblico. Speditemi presto altro materiale e intanto craniolesi di lettori scucite le solite due lirette comprate il demociddì e fateli venire a suonare dalle vostre parti e se non c’è nessun posto invitateli a casa vostra!

Zombie Kid

 
 
       
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